In breve: le strip LED SMD, COB e SOB si distinguono per il modo in cui i LED sono montati sulla striscia, e quindi per il tipo di luce che producono. Le SMD usano LED separati, ben visibili come singoli punti luminosi. Le COB montano moltissimi chip ravvicinati sotto uno strato continuo di fosforo, creando una linea di luce uniforme. Le SOB ricoprono i LED con uno strato di silicone che diffonde la luce e protegge la strip. Non esiste una tecnologia migliore in assoluto: esiste quella più adatta al progetto.
Due strip LED possono avere la stessa temperatura colore, la stessa resa cromatica e la stessa potenza, eppure produrre un effetto completamente diverso una volta installate.
La differenza sta nel modo in cui la luce nasce sulla striscia: da tanti punti separati oppure da una linea continua. È una scelta che influenza l’aspetto finale della luce, il tipo di profilo da utilizzare, la profondità di installazione e persino il budget del progetto.
Per architetti, light designer e impiantisti, conoscere le differenze fra SMD, COB e SOB significa scegliere la strip giusta fin dall’inizio, senza sorprese in cantiere.
SMD sta per Surface Mounted Device, cioè “componente a montaggio superficiale”. In una strip SMD i LED sono piccoli componenti separati, saldati uno dopo l’altro sulla striscia a intervalli regolari. Ogni LED è un “pacchetto” a sé, con il proprio chip e il proprio fosforo.
È la tecnologia storica delle strip LED ed è ancora oggi la più diffusa.
Guardando una strip SMD accesa senza alcuna copertura, si vedono chiaramente i singoli punti luminosi: è il cosiddetto “effetto puntinato”.
Questo non è un difetto, ma una caratteristica da gestire in fase di progetto. Per ottenere una linea di luce uniforme, la strip SMD va installata in un profilo con diffusore, posizionato a una certa distanza dai LED. Più il profilo è profondo e il diffusore è coprente, più i punti si fondono in una linea continua.
– Illuminazione indiretta, come gole luminose e velette, dove la strip non è visibile direttamente e la luce arriva riflessa su soffitti e pareti.
– Profili con diffusore di profondità adeguata, dove l’effetto puntinato viene uniformato.
– Progetti con esigenze diverse di potenza e di flusso, grazie all’ampiezza della gamma disponibile.
– Applicazioni tecniche e funzionali, dove conta più la quantità di luce che l’aspetto della sorgente.
In gamma LEDCO: SL200, SL180, SL125 e SL120.
COB sta per Chip On Board, cioè “chip sulla scheda”. In una strip COB non ci sono LED separati: centinaia di piccolissimi chip vengono montati direttamente sulla striscia, molto ravvicinati fra loro, e ricoperti da un’unica striscia continua di fosforo.
Il risultato, a strip spenta, è una sottile linea gialla che corre lungo tutta la striscia.
Una volta accesa, la strip COB emette una linea di luce uniforme, senza punti visibili, anche guardandola direttamente e senza diffusore.
È la tecnologia che ha cambiato il modo di progettare la luce lineare: per ottenere una linea continua non servono più profili profondi o diffusori molto coprenti.
– Linee di luce a vista, dove la sorgente è visibile e deve apparire come un segno continuo.
– Profili sottili e di bassa profondità, dove non c’è spazio per allontanare la strip dal diffusore.
– Arredamento e retail: mensole, nicchie, vetrine, teche ed espositori, dove la luce è vicina all’osservatore.
– Dettagli architettonici in cui l’effetto “neon” deve risultare pulito e continuo.
Da tenere presente: l’elevata densità di chip concentra il calore in uno spazio ridotto. Per questo, anche con le strip COB, l’installazione in un profilo in alluminio adeguato resta importante per la durata e la stabilità della luce nel tempo.
In gamma LEDCO: SLC50 e SLC30.
SOB sta per Silicon On Board, cioè “silicone sulla scheda”. In una strip SOB i LED sono ricoperti da uno strato di silicone che avvolge la striscia.
Il silicone svolge due funzioni contemporaneamente: diffonde la luce emessa dai LED e protegge la strip dall’ambiente esterno.
Lo strato di silicone agisce come un diffusore integrato direttamente sulla strip. La luce che ne esce è morbida e omogenea, con una resa visiva continua e senza l’effetto puntinato tipico delle strip SMD tradizionali.
In pratica, la strip SOB porta “a bordo” una parte del lavoro che, con altre tecnologie, viene svolto dal profilo e dal diffusore.
– Ambienti in cui serve protezione, grazie al rivestimento in silicone che isola la strip dall’esterno.
– Installazioni in cui si desidera una luce diffusa senza dover ricorrere a profili profondi.
– Progetti che richiedono una soluzione compatta, con sorgente e diffusione riunite in un unico elemento.
– Applicazioni architetturali e d’arredo dove la linea di luce deve risultare morbida e uniforme.
In gamma LEDCO: SLC220.
Per riassumere le differenze principali fra le tre tecnologie:
Come nasce la luce
Aspetto della luce senza diffusore
Ruolo del profilo e del diffusore
Applicazioni tipiche
Prima di scegliere una strip LED, conviene porsi alcune domande.
La sorgente sarà visibile? Se la strip è nascosta in una gola o in una veletta e la luce arriva riflessa, una strip SMD è spesso la soluzione più indicata. Se invece la linea di luce è a vista, COB e SOB offrono un risultato uniforme anche senza profili profondi.
Quanto spazio c’è per il profilo? Con profili profondi e diffusori coprenti, anche una strip SMD può offrire una linea uniforme. Con profili sottili o in assenza di profilo, una strip COB o SOB evita l’effetto puntinato.
In che ambiente verrà installata? Dove serve una protezione maggiore, il rivestimento in silicone delle strip SOB è un vantaggio concreto.
Che effetto deve avere la luce? Un segno netto e continuo, una luce morbida e diffusa oppure un’illuminazione funzionale e indiretta: ogni tecnologia esprime al meglio un carattere diverso.
Il progetto prevede più tecnologie? Nello stesso spazio si possono combinare tecnologie diverse: ad esempio strip SMD per l’illuminazione indiretta delle gole e strip COB per i dettagli a vista sugli arredi. In questo caso è importante scegliere sorgenti con caratteristiche cromatiche coerenti fra loro.
In una strip SMD i LED sono componenti separati e, senza diffusore, si vedono come singoli punti luminosi. In una strip COB centinaia di chip ravvicinati sono ricoperti da una striscia continua di fosforo, che produce una linea di luce uniforme senza punti visibili.
SOB significa Silicon On Board: i LED sono ricoperti da uno strato di silicone che diffonde la luce e protegge la strip dall’ambiente esterno.
Le strip COB producono una linea di luce continua anche senza diffusore. Anche le strip SOB, grazie al silicone, offrono una luce omogenea. Le strip SMD, invece, richiedono un profilo con diffusore per uniformare i punti luminosi.
No. Le strip SMD restano la scelta più diffusa per l’illuminazione indiretta e per le installazioni in profili con diffusore, dove l’effetto puntinato non è visibile. Sono semplicemente adatte ad applicazioni diverse rispetto alle COB e alle SOB.
Il profilo in alluminio è consigliato con tutte le tecnologie, perché aiuta a dissipare il calore e protegge la strip. Con le strip SMD svolge anche la funzione fondamentale di uniformare la luce attraverso il diffusore.
Sì. È frequente combinare strip SMD per l’illuminazione indiretta e strip COB o SOB per le linee di luce a vista. L’importante è scegliere sorgenti con caratteristiche cromatiche coerenti.
SMD, COB e SOB rispondono a esigenze diverse: la scelta giusta dipende dal tipo di installazione, dall’effetto luminoso desiderato e dall’ambiente.
L’ufficio tecnico LEDCO ti aiuta a individuare la strip più adatta al tuo progetto.
→ Contatta l’ufficio tecnico LEDCO